Friday, August 21st, 2009
Un’incredibile fonte di ispirazione per i designers con un feticcio per la tipografia o appassionati di cinema. Questa è una recensione del sito artofthetitle.com
Personalmente sono sempre stato affascinato dalle sequenze introduttive dei film quando prendevano le distanze dai normali e noiosi titoli.
Comprende così tante possibilità perchè unisce tipografia, animazione, fotografia, montaggio, musica e qualunque cosa l’autore voglia inserire. Sabbene dopotutto abbia molte limitazioni come la necessità di includere tutti i credits, un tempo ridotto, riuscire ad introdurre il film catturando l’attenzione dello spettatore.
Tutto questo lavoro ogni tanto porta a dei piccoli capolavori e Ian ed Alex su The Art of The Title si occupano di raccoglierli e dare il giusto merito ai loro autori.
Quando ero un bambino adoravo le sequenze animate all’inizio di alcuni film della disney. Oggi, dopo i miei studi di semiotica del cinema e una passione che è cresciuta sempre più i miei gusti si sono raffinati un poè, ma apprezzo ancora i titoli divertenti ed originali.
Certe volte è sufficiente un uso particolare della tipografia oppure rendere le parole protagoniste.
In altre occasioni invece vengono usate illustrazioni e animazioni per accompagnarci in una storia.
In ogni caso la chiave è l’originalità
Di solito per chi l’ha visto uno dei primi titoli che viene in mente è “Prova a Prendermi” (catch me if you can — titolo originale.)
La sua introduzione è molto didascalica perchè ripropone i punti salienti della storia e ci viene raccontata con stupende illustrazioni unite ad una divertente tipografia.
The Art of Title’s movie review
Se amate questo genere guardate anche l’intro di Kiss Kiss Bang Bang. Un po’ più rétro e forse anche più affascinante perchè fornisce gli indizi dell’idea alla base del film stesso.
The Art of Titles’ movie review
Un approccio diverso è quello usato in Fight Club che inoltre molto furbescamente spiega molto a proposito del film, ma ancora non possiamo saperle.
Probabilmente all’inizio non vi accorgete nemmeno di essere all’interno di un cervello fino al momento in cui l’inquadratura esce dalla testa di Edward Northon seguendo la canna della pistola.
Fantastica CGI (computer grafica) che viene poi usata anche in altre bellissime sequenze del film. La mia preferita è quella in cui il protagonista narra come &egrava; esploso l’appartamento.
A fare compagnia alle immagini c’è anche un’ottima musica durante l’intero film.
The Art of Titles’ Fight Club review
Pensando a qualcosa di più raffinato bisogna parlare di The Fall. Il film di per sè è un’opera d’arte e la sequenza dei titoli gli rende giustizia. Fotografia magnifica, tipografia incredibile e tutto sulle note di Beethoven.
La prima volta che ho visto questo film qualche mese fa, ho aspettato di vedere i titoli di coda per sapere chi fosse il nome del grafico, Stefan G. Bucher, perchè volevo assolutamente saperne di più sul suo lavoro.
Sono quindi contento di vedere The Fall nell’archivio di TAOT dove oltre alla recensione c’è anche una lunga intervista proprio con Bucher.
The Art of Titles’ movie review
C’è anche molto materiale di autori italiani, date un’occhiata!
La mia opinione è che troppo spesso mi annoio durante i titoli avendo l’impressione che si stà sprecando il mio tempo mentre fremo per l’inizio del film e preferirei di gran lunga essere intrattenuto da qualcosa di divertente. Questi artisti riescono a fare molto di più.
The Art of Title di Ian e Alex dovrebbe essere tra i vostri feed come fonte regolare d’ispirazione.
Vi consiglio anche di guardare il nuovo show-reel di Danny Yount su Vimeo. Comprende alcune delle sequenze migliori (alcune recensite qui) ed è accompagnato dalla musica di Venetian Snares. Bomba.
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