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Web Strategy: creare un sito pt.3


Wednesday, October 14th, 2009

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Immagino che a questo punto, se avete seguito la serie di articoli su come pianificare un sito,avrete notato che sto seguendo un ordine inverso. Ecco perchè oggi vi parlo di Web Strategy.
L’ho già nominata quando ho spiegato la content strategy perchè questa fase è alla base di tutto il resto, è necessariaper un successo a lungo termine ed evitare enormi problemi nel vostro percorso. Restate a leggere e vedrete perchè è così importante.

Una web strategy ha due basilari funzioni: aiutarvi a focalizzare qual’è la vera ragione del vostro sito e stabilire alcune linee guida per il processo creativo in seguito.
La sua importanza va oltre la creazione del sito, comprende anche le decisioni a lungo termine che riguardano il vostro brand e la manutenzione della struttura e dei contenuti.
Nel caso lavoriate in un’organizzazione la web strategy stabilisce un ordine di cose che aiuta i vari team a sapere cos’è stato deciso ed evitare ulteriori discussioni.
Non dovete pensare ad essa come ad uno strumento valido solo per i siti delle grandi compagnie o di ecommerce, è utile per ogni tipo di sito, persino un blog che ha bisogno di scegliere una linea editoriale e qualche tattica per aumentare il suo pubblico. Io stesso ho fatto la mia bella web strategy prima di lanciare Designer Break e sta ripagando.
Non è solo marketing, assolutamente, vedrete nei prossimi capitoli che probabilmente la state già facendo ad un certo livello, quando progettate un nuovo sito o il suo design, ma probabilmente vi serve un po’ più d’organizzazione per pianificarlo bene.

web strategy in a nutshell

Greg Storey qualche ano fa in un articolo su A List Apart ha scritto che l’obbiettivo di un sito dovrebbe essere una frase sola e chiara che comunica lo scopo.
Per il mio blog potrei scrivere: rendere Designer Break un punto di riferimento per lettori in cerca di consigli, notizie, recensioni di ciò che concerne il web design e le sue discipline.
Dopo dovreste aggiungere una strategia per riuscire e nella sua forma più astratta potrebbe essere riassunta così (citando Storey dal suo articolo originale)

Your strategy will define how you are going to achieve the objective you just developed. When it’s finished, the strategy will outline the who, what, and why of the website. A strategy for the above example might look something like this:
To convince… anyone who wants to create better websites
to read… A List Apart
instead of… Reader’s Digest
because… A List Apart actually has articles on the subject whereas Reader’s Digest contains none.
That’s it. Strategy is served. As with the objective, the verbs in the top two lines of the strategy can be changed out but the last two lines must stay the same, because they identify your competitors and the rationale for choosing your site over the competition’s.

Questo riguarda il concetto del sito e, sebbene una strategia non entri troppo nei dettagli,potete stabilire delle linee guida più concrete per l’intero processo creativo, guardate ad esempio quelle per una biblioteca di Berkley.
Nel prossimo capitolo vi mostrerò alcune domande specifiche che dovreste farvi per stilare una buona strategia.

Come?

J.Owyang_3_spheres_of_web_strategy.gif Entriamo nei dettagli anche se questa è sempre una cosa teorica che in forndo dipende da voi.
Mi piace l’approcio che Jeremiah Owyang ha scelto per spiegarla. Dice che una buona web strategy è l’è quilibrio di 3 sfere:

I. community

Dovete sapere qual’è la vostra audience, dovrete fare un po’ di user research e guardare i le statistiche di traffico. è una cosa di cui bisogna parlare in un articolo a sè, ma in generale dovere guardare i dati demografici del vostro pubblico ed i loro comportamenti. Non pensare di conoscere i tuoi visitatori, guarda i dati ed impara da loro. Spesso è facile fare supposizioni basandosi sui propri comportamenti o su quelli dei conoscenti, ma è meglio basarsi sui fatti.
Se non avete i vostri dati e le vostre statistiche perchè è la prima volta che create un certo tipo di sito fate un po’ di ricerca online, trovate rapporti e articoli sull’argomento.
Sapere come si comportano i vostri utenti è una parte del problema, l’altra è sapere cosa esattamente vogliano.
Perchè dovrebbero visitare il tuo sito?
Cosa cercano?
Che bisogni degli utenti soddisfi?
Questa prima parte quindi ti aiuta a decidere cosa vogliono i visitatori e come fornirglielo. Questa fase però si estende anche a considerare la community in cui stai inserendo il tuo sito.
Ci sono dei concorrenti?
Potrei trovare dei partners?
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II. business

Adesso dovete pensare dal vostro punto di vista. Qual’è lo scopo del vostro sito? Avete davvero bisogno di un sito?
Sembra una domanda stupida, ma dovreste pensarci seriamente. Alcune volte ci sono altri mezzi per offrire i vostri contenuti o servizi a seconda di cosa consistono e della vostra clientela.
Partendo dal presupposto che il sito vi serva adesso decidetene gli obbiettivi. Possono essere sia a lungo termine che a breve termine. Per esempio un obbiettivo a lungo termine potrebbe essere quello di diventare il blog di maggior riferimento nella vostra nicchia, mentre un obbiettivoa breve termine sarebbe di scrivere 10 post alla settimana.

Dipende dalla vostra brand strategy e della vostra audience. Chiedetevi:
Cosa rende il mio sito migliori degli altri?
Cos’è importante per il mio business?
Che esperienza e stato d’animo voglio trasmettere?
Questo comporta anche una ricerca del mercato per sapere chi sono i vostri concorrenti e come potete fare meglio di loro.

Un altro passo importante è il marketing. Non sto parlando solo di pubblicità, anche al vostro blog personale può essere utile un po’ di marketing se volete aumentare il numero di lettori.
Sono piuttosto sicuro che state già pensando a Twitter. Beh, sì i social network, Twitter, Facebook possono essere ottimi per attirare traffico, ma come al solito considerate la vostra audience.
Usano veramente facebook o twitter?
Ad esempio, questo è un blog bilingue, la versione principale è in italiano, ma in Italia Twitter non è ancora così diffuso, ho solo 4 o 5 followers italiani sul mio account. Invece sulla fan page di Facebook la maggior parte degli iscritti sono italiani.
Controllate qual’è il social network più usato dalla vostra audience, non date per scontato che sia il più famoso.

Inoltre oggi twitter e facebook sono spesso scelti dai lettori come alternativa ai feed RSS. Un’altra funzione sempre più popolare di twitter è essere adottato dalle aziende come strumento di servizio ai clienti.

Non dimenticate che il vostro sito non è fine a se stesso, serve solo come base per contenuti o di un servizio. Come potete espandere queste due cose anche oltre il vostro indirizzo?
Se offrite un servizio apriveti al mercato dei cellulari e create apps per smartphones,potete creare apps per facebook, potete creare widgets o rilasciare API per la gioia degli sviluppatori.
Se invece distribuite informazioni create contenuti che possano essere sindacati, riusabili, che possano essere condivisi.

Monetizzare è qualcosa su cui contano la maggior parte dei siti. Ci sono vari modi per guadagnare online, ma dovreste scegliere quello più adatto al vostro modello di sito.
La pubblicità è in un momento un po’ difficile, ma potete ricavarne il meglio con annunci molto mirati.
Simile è sponsorship, quando una compagnia finanzia il vostro progetto.
Syndication, inteso come mostrare contenuti di altri siti sul vostro e vice versa, è un’altra opzione per la quale si possono ricevere dei ricavi.
Affiliazione è una tecnica usata molto spesso oggi, potreste aver visto qualcuno consigliarvi un servizio di hosting a darvi un codice per iscrivervi, oppure, molto più comunemente avrete notato in alcuni blog delle sezioni nella sidebar dove vengono consigliati il libri su amazon. Per ogni acquisto tramite il vostro link si viene pagati.
Molti siti con un discreto successo hanno guadagnato con la cosiddetta “exit-strategy”, quando sono stati comprati da altre compagnie.
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III. technology

dovreste avere un’idea generale di tutti gli strumenti necessari alla costruzione del sito, per lo meno per sapere che limiti dovrete affrontare (finanziari e tecnici).

Che tipo di sito vi serve?
Un blog è sufficiente?
Vi basta un sito statico per mostrare qualche informazione della compagnia e i vostri contatti?
Pensate che il vostro sito avrà bisogno di essere aggiornato nei contenuti molto spesso e da diversi elementi dello staff, quindi probabilmente avrà bisogno di un CMS?
Prevedi di usare un sacco di contenuti multimediali?
Ti servono strumenti collaborativi sul sito?
Pensi di includere strumenti di terze parti (presentazioni da slideshare, video, widgets, etc.)?
Hai qualche richiesta particolare riguardo il design (ad esempio mantenere i colori del logo)?

Capire gli strumenti e come saranno usati è importante per capire i limiti del progetto, per preparare un team, per decidere le deadlines, per preventivare i costi.

Resonance from Continuum on Vimeo.

conclusione

Avete visto che è una procedura da applicare ad ogni genere di sito, ma un’azienda ha obbiettivi diversi da quelli di un blogger. Studiate a fondo il vostro caso e fate delle ricerche.
Potreste aver trovato un po’ scoraggiante il fatto che per stilare una buona strategia siano necessari un ampio campo di conoscenze, ma come suggerisce Owyang, potete scegliere di imparare ciò che vi serve o di delegare(che non è affatto semplice).
Dalle mie parti c’è un detto:”quando qualcuno pensa di saper fare tutto probabilmente non è bravo in niente”, ma il mio consiglio personale è di provare ad imparare un po’ di tutto.Sarete esperti nel vostro campo, ma sarà utile conoscere le basi di ogni altro aspetto coinvolto nel processo creativo, così da avere un quadro generale e prendere le decisioni migliori.

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Commenti   1rss

    1. Comment by riccardo

      November 16, 2012 @ 6:23 am


      "qual è" si scrive senza apostrofo!


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